SAN GIUSEPPE  LO  SPERSO

COMISO (RG)

UN BENE STORICO, MONUMENTALE

E RELIGIOSO RECUPERATO

 

 

 

S. Giuseppe lo Sperso

Scarse notizie da parte degli storici locali

Le uniche informazione si trovano su Comiso Viva (pag. 105)

 

EX CHIESA DI S. GIUSIPPUZZU

(extra urbana in contrada Vigna del conte) secolo XVII.

Situata fuori le mura di cinta della città, è una piccola Chiesa sorta probabilmente nella seconda metà del 600 per soddisfare le esigenze del nuovo quartiere che lì vicino si andava estendendo.

La facciata presenta semplici motivi architettonici decorativi di notevole espressività e di aggraziato quanto semplice gusto.

La costruzione della Chiesa è da riferirsi probabilmente all’espansione della città lato S. Croce; il borgo di S. Croce dipendeva allora da Comiso e l’antica strada Ipparina era in quel tempo molto frequentata dai cittadini e villici dei due centri abitati. Nelle vicinanze sorgevano le antiche botteghe di maniscalchi e l’abbeveratoio seicentesco di cui ancora si ha memoria.

I PRIMI LAVORI DI RESTAURO DELLA CHIESETTA

Dal 7 ottobre 1997, incominciano i primi lavori di riapertura, visto che la Sovrintendenza aveva stanziato la somma di 50 milioni di lire per i lavori di ristrutturazione. La chiesetta di San Giusippuzzu è stata riaperta per i lavori dopo circa 100 anni. Durante i lavori sono state trovate alcune parti del pavimento del vecchio Sagrato e subito si è lavorato alla copertura e al rinforzo della muratura, per poi procedere alla pavimentazione.

La chiesetta di S. Giusippuzzu lo Sperso viene citata in Comiso Viva, ma con pochi cenni, non è menzionata dallo Stanganelli, né dal Pelligra, essendo in stato di abbandono da quasi cento anni non ha avuta attenzione alcuna.

Il lavoro di restauro dà la possibilità di ricostruire una pagina di storia scritta nella pietra, ricostruibile da parte di persone competenti.

La muratura interna delle pareti presenta differenze di tecnica costruttiva tra la parte bassa e quella più alta, differenza che fa percepire i resti della costruzione precedente al terremoto del 1693 e la parte ricostruita nel 700. Ciò che rimane del pavimento a lastre irregolari è anch’esso indicativo di epoche diverse. La sacrestia (un piccolo vano di mt. 2x3) è stata costruita successivamente rispetto all’impianto iniziale della chiesa, infatti è addossata alla costruzione.

Un bassorilievo lapideo con carteggio ed una scritta in latino è sistemato sul portale che porta la data 1730, anno della ricostruzione.

Altri documenti come le visite pastorali dell’800 da parte degli Arcivescovi di Siracusa citano la chiesetta dal 1847 al 1899.

All’interno purtroppo tutto ciò che era nell’abside è stato depredato.

Non esisteva l’altare, sono state trovate solo tracce della decorazione e alcuni stucchi della volta. Nessuna traccia della copertura, nè travi, tegole ecc.. Il pavimento è stato scavato più volte sicuramente in cerca di chissà quali tesori. Nessuna traccia del pavimento vicino all’altare che doveva essere di ceramica. Tuttavia sotto il pavimento c’è traccia di alcune fosse che certamente dovevano custodire dei corpi. La chiesetta dedicata a S. Giuseppe presenta però sulla facciata, scolpita nell’architrave, una Sacra Famiglia.

La chiesetta ubicata fuori paese aveva di certo uno stretto legame con la cava ed era un punto di riferimento importante per operai, intagliatori e scalpellini. E’ infatti una chiesetta povera, ma che ha attirato fra il “600 e il 700” l’attenzione popolare, infatti dopo il terremoto è stata ricostruita fra le prime (1730), fatto di per se inspiegabile per una chiesa minore e di periferia.

In un atto notarile riguardante abitazioni site tra via Perez e Flavio Gioia quella zona risulta contrada S. Giuseppe Lo Sperso.

Questa è un’altra notizia inedita, infatti non risulta tale toponimo fra quelle citate da Comiso Viva. Questo riferimento fa capire come si trattasse di una zona anche abitativa diversa rispetto alla parte bassa del quartiere Grazia e permette dunque di ricostruire meglio la storia del quartiere. Di certo la chiesetta di S. Giuseppe lo Sperso aveva un ruolo importante che poi venne meno sul finire dell’800 in concomitanza con l’importanza sempre maggiore che acquistò la chiesa della Grazia, divenuta poi sede parrocchiale (1922).

Questi cenni vogliono mettere in risalto l’importanza della chiesetta che recuperata sarà reinserita tra i beni monumentali non solo della città di Comiso, ma dell’intera Val di Noto a testimonianza della fede e della capacità ricostruttiva dimostrata dai nostri avi nel 700 e della generazione attuale che, almeno in questo caso dimostra una capacità positiva, trattandosi di un bene che da cento anni era in decadimento ed adesso viene recuperato.

   8 OTTOBRE DELL’ANNO 2003

E’ la data del nuovo insediamento del 4° parroco don Francesco Ottone che sostituisce il parroco don Giovanni Battaglia che va in missione (Brasile) Fidei Donum.

La sera il parroco è stato accolto all’ingresso del paese (C/so V.Em. e Via Piave). A piedi ci si è incamminati verso la Parrocchia; dopo l’abbeveratoio dalla strada si vedeva la chiesetta di S. Giusippuzzu con il portone d’ingresso, chiuso con una lamiera ondulata. P. Franco (il nuovo parroco) ha chiesto che cosa fosse. Delucidato in merito (cioè è stata raccontata brevemente la storia della ristrutturazione della chiesetta, non completata per mancanza di fondi), il parroco, la sera stessa, conoscendo ancora ben poco della chiesetta, ha detto: “Questa chiesetta farà parlare molto di sé, porterà un gran bene a tutta la popolazione”.

Per completarla in effetti già sei anni fa ci volevano più di 20.000.000 di lire, ma sicuramente nell’attuale ci volevano molto di più, tenendo conto dei lavori da eseguire: tetto, vespaio, canalizzazione dell’acqua piovana, finestra del rosone e quella della sacrestia, impianto elettrico, impianto per l’acqua potabile e i servizi igienici, pavimentazione interna ed esterna, sagrato con gli scalini, impermeabilizzazione dei muri interni ed esterni, sistemazione del piccolo campanile, altare, tabernacolo, arredamento minimo, banchi e sedie.

Trascorso poco tempo, si è riformata la comunità parrocchiale e il consiglio per gli affari economici. In una di queste riunioni, P. Franco che aveva già visitato la chiesetta, ha detto: “Questa chiesa la completeremo noi”. Immediatamente ha trovato il consenso di tutti i parrocchiani e del Consiglio Pastorale. Ognuno si è impegnato dando il suo contributo, lavorando a seconda le proprie competenze e il proprio mestiere nelle ore extra, cioè i sabati e parte delle domeniche; i mestieri c’erano tutti: muratori, elettricisti, mattonisti, idraulici ecc. Tutti hanno offerto oltre il lavoro anche i mezzi meccanici moderni: escavatori, pale meccaniche ecc. ecc.. Tutti siamo stati impegnati. La comunità ha offerto uno o due mattoni (simbolicamente), così nel giro di circa tre mesi lavorativi si è completata l’opera. Inaugurata, successivamente San Giusippuzzu è diventata luogo di preghiera, specialmente nel mese di novembre, quando tutte le persone che vanno al cimitero passano davanti alla chiesetta, si fermano, entrano e fanno le loro preghiere davanti al tabernacolo.

In data 20 settembre 2005 la chiesetta di San Giusippuzzu è stata inaugurata alla presenza di S. E. il vescovo Mons. Paolo Urso e delle autorità civili.

L’anno scorso (2008) durante la riunione di clero zonale tutti i parroci delle sette parrocchie hanno pensato all’unanimità di impegnarsi per attuare l’Adorazione Perpetua di GESU’ EUCARISTICO, ma ancora non si trovava il punto esatto dove realizzare tutto questo.

In una di queste riunioni in cui mancava don Franco Ottone, tutti erano d’accordo di poter realizzare l’Adorazione Eucaristica Perpetua a San Giusippuzzu, fermo restando il consenso di don Franco.

Il nostro parroco, quando gli è stato riferito, ha acconsentito al progetto, e il 2 febbraio 2009 GESU’ EUCARISTIA è stato portato in forma solenne (in processione) dalla chiesa di San Biagio a San Giusippuzzu, con la partecipazione del Vescovo S. Ecc. Mons. Paolo Urso. Da quel momento GESU’ EUCARISTICO è stato esposto solennemente nell’ostensorio, notte e giorno perpetuamente fino ad oggi.

Abbiamo fatto dei turni in cui circa 800 persone si sono impegnati almeno per un’ora alla settimana di Adorazione. Così giorno e notte ci sono sempre adoratori di GESU’ che è presente in Spirito e Corpo.

Molte Grazie sono avvenute per mezzo di Gesù. Riceviamo tante testimonianze scritte dagli adoratori e anche di quelli che vengono saltuariamente e che non si sono impegnati fermamente. Gesù opera in tutti, specialmente in chi gli apre il cuore.